Per cantare le loro canzoni, in metropolitana, sotto la doccia, o alle manifestazioni.

da "HANNO UCCISO ULRIKE MEINHOF" - 2008

01. DALL'ESTERNO

Quando nel '43 sparavo alle aquile
Non avevo tempo e voglia di discutere
Enormi specchi e niente mura
è una tortura la nuova era!

Che fare? Ammaestrare le spontaneità
La massa arranca perché esploderà
Voilà! Voilà!

Tutte le contraddizioni degli alleati
L'uccellino dice: "Rase! Coi carri armati!"
Perseveranza, moderna e pura
è una tortura la nuova era!

Che fare? Ammaestrare le spontaneità
La capra campa ma poi impazzirà
Voila! Voilà!

Quando nel '43 sparavo alle aquile
Non avevo tempo e voglia di discutere
Non avevo tempo e voglia di discutere
Basta un colpo di calore e buone icone.


02. UNA NUOVA MILITANZA

L'indifferenza è il prezzo delle vostre vanità
E vita-parassita ostenta le sue vacuità
"Mi raccomando, dai tutto il meglio"
Ma è un incedere blando verso un nuovo sbadiglio

Una nuova militanza!

Se all'apparenza ho una pazienza di chi affonderà
La mia coscienza ha il seme della cancerosità
E si contorce, no, non capisce
Che è soltanto morendo che un percorso rinasce

Una nuova militanza
fatta d'insofferenza!


03. QUESTO È IL FRUTTO

Questo è il frutto - è la mia malattia -
Che colgo perché ho un conto aperto con questa ipocrisia
Lei gioca col mio fiato come una terza via
Che vorrei tanto assassinare, è una sporca bugia!

Non controllo
Respiro a stento
Questa è una parte di me
La pazienza è un gioco a tempo
Il dado è tratto, io non mi trattengo...

Sorrido come in fotografia
Per non finire ad invecchiare vendendo nostalgia
Non cerco nuove debolezze, amore o giù di lì
La cura non mi fa paura ma l'obbedienza sì!

Non controllo
Respiro a stento
Questa è una parte di me
La pazienza è un gioco a tempo
Il dado è tratto, io non mi trattengo...


04. UN'ESPRESSIONE DI VITALITÀ

Nell'inganno storpio l'inno.
Un'espressione di vitalità, è un'espressione di vitalità!


05. BOMBE SU KABUL

Un altro respiro.
Lento, leggero cade il mio sguardo
Il rumore è sollievo, vano pensiero di felicità
Rumore assordante - felice e contento
Rumore assordante - è il mio lamento
Fili spinati disposti in lunghe file marcano i confini di stati non affini
Fili spinati disposti in lunghe file marcano i confini di stati non affini
Fili spinati disposti in lunghe file marcano i confini di stati non affini
Un altro tramonto è andato. Ora ci attende la notte impetuosa del fronte

Bombe intelligenti su Kabul
Accendo un cero alla mia vita
Pensando a far quel che si può
Mi guardo e non mi vedo più

Bombe irriverenti su Kabul
Non è nel metodo il rimpianto
Ma è una questione di perché
Quanti non si riconoscon più

Niente da sventolare qua
Figli degli stessi papà

Bombe intelligenti su Kabul
Sopra lo sgomento che ci resta
Un incendio ci sorprenderà
Quando non controlleremo più

Bombe intelligenti su Kabul
Sopra lo sgomento che ci resta
Spegni queste finte verità
Donati una possibilità!


06. MACELLAI

Macellai allevano nipoti da fare invidia agli astronauti
Che nello spazio che civetta conta chi va a piedi nudi nello spazio

Tuo padre è un vecchio e non mi parla
Sua figlia è un oca e non mi parla
Con le risposte fuori la stanza:
All'uguaglianza!

La risposta alla TV scomposta è una buona dose di arroganza
Che talvolta dalle stelle svolta in una sorta di sana incoerenza

Tuo padre è un vecchio e non mi parla
Sua figlia è un oca e non mi parla
Con le risposte fuori la stanza:
All'uguaglianza!

Macellai allevano nipoti da fare invidia agli astronauti
Anche se non vorrei mai passare un'esistenza intera a macellare...


07. DALL'INTERNO

Dall'interno
Costretto dentro a un porto a poche miglia dall'inferno
Son pronto per non partire
Io non m'incanto, non piango e adesso non ho neanche voglia di un lamento

Perché son vuoto dentro, son vuoto dentro
Son vuoto dentro, son vuoto dentro
Ma non galleggio...

Dall'interno
Che tutto quel che conta è solo ciò cui appartengo
E il resto si scopre da sé
Mi spiego meglio:
Compagni, non ricordo più per che cosa battaglio

Perchè son vuoto dentro, son vuoto dentro
Son vuoto dentro, son vuoto dentro
Ma non galleggio...

Dall'interno
Mi guardo intorno per scovare il mio superamento,
L'incontro di mille perché
E al mio risveglio che voglia di pensare:
"È stato solo un brutto sogno!"
Un brutto sogno...


08. CASA

Casa
Se disturbo chiedo scusa
Ma ho bisogno di qualcosa
Che mi dia serenità

Pesa
La contesa con l'attesa
Ma convivo con l'ascesa
Di una nuova pubertà

Per sopportarmi meglio
Vale pure un appiglio
Ma è un sollievo per metà
Dentro casa mi spoglio
Ed è un complice abbaglio
Che non vorrei spiegarmi mai

Casa
Nella luce più soffusa
Vorrei farmi una sorpresa
Che però non mi farò

Casa
Se hai bisogno di qualcosa
O soltanto di una scusa
Che ti dia serenità

Per sopportarmi meglio
Vale pure un appiglio
Ma è un sollievo per metà
Dentro casa mi spoglio
Ed è un complice abbaglio
Che non vorrei spiegarmi mai

Casa#2. Stato-nazione

La luce che filtra dalla finestra attraversa tutta la stanza e cade lì - sul pavimento - sempre nello stesso punto:
Ai piedi della sedia carica di panni pronti a cadere.

La polvere si posa ad ogni altezza regalando a tutto una patina di vecchio. Il letto è sfatto da molto tempo:
Lenzuola e coperte dormono volgarmente avvolte nelle loro libertà.

L'armadio vomita vestiti in una colata di magma colorato arginato soltanto dal cassetto della biancheria blu.
Così l'ho lasciato e così è rimasto. Così l'ho lasciato e così è rimasto.

Quanti anni sono passati dalle ultime elezioni?
Quanti anni sono passati dalle ultime erezioni?

L'interruttore non funziona e il crepuscolo illumina ben poco.
Nella penombra qualcuno mangia l'ultima mela.


09. IN AGOSTO

In agosto preferisco calpestare un altro posto.
Non sopporto, non sopporto, ristagnare nel mio porto.

è la schiuma in superficie, in superficie
è la schiuma... so cosa dice.

In agosto non fa testo contemplare l'universo.
Cerco casa, cambio chiesa, scelgo la scatola chiusa.

è la schiuma in superficie, in superficie
è la schiuma... so cosa dice.


10. PICCOLE COSE

Ripiegare su piccole cose
Non sapevo neanche di essere vivo
Sono semplici e molto gustose
Sono i giorni in cui ho pianto contorni

Ingrassando conosco
Il sapore del rischio
E più ingrasso, più rischio...
Più me ne infischio!

Recitare milioni di pose
Quando smetto di scrutarmi dall'alto
Saranno spine o saranno rose
O soltanto un geniale racconto?

Ingrassando conosco
Il sapore del rischio
E più ingrasso, più rischio...
Più me ne infischio!

Sono solo piccole cose...


11. LA VITA È UN BUCO NERO

Tutte le forme ristrette, tagliandole a fette ma non morbide.
Se la panna riflette, chi vende manette, rispondimi, come va?
Questa solita gabbia, la mia vera bibbia, sembra perfetta.
Ma se fuori c'è nebbia, castelli di sabbia, questa qui è casa mia!

Nemmeno nel pensiero mi rivelo vero
La vita è un buco nero
Trallallallero trallallà

Applicare funzioni, complesse astrazioni, e la sociologia?
Solo 2 soluzioni, milioni e milioni, e una piscina di caffè!

Nemmeno nel pensiero mi rivelo vero
La vita è un buco nero
Trallallallero trallallà


12. CECI

Voglio affogare in un mare di ceci
Legumi capaci di complicità
Io li credevo pietanze fugaci
E invece mi piaci facciamo a metà?

M'hanno generato confinato dentro un quadro di Mirò
Che cosa non darei per poter dirti
Che io non mi stancherò di noi...

Voglio affogare in un mare di ceci
Legumi capaci di complicità
Io li credevo pietanze fugaci
E invece mi piaci facciamo a metà?

T'accompagno al nostro funerale in completo bianco
Che cosa non darei per poter dirti
Che non son già stanco...

Voglio affogare in un mare di ceci
Legumi capaci di complicità
Io li credevo pietanze fugaci
E invece mi piaci facciamo a metà?


13. LA PRIMA COSA CHE FARÒ

Non riesco a seguire una dieta, non sono un poeta e mi sento morir
Se torno la sera alle otto l'ascensore è rotto e mi tocca salir...

Tra feste e file alle poste
Ho imparato un sacco di risposte
Tradir le mie tinte fosche, è questa qua
La prima cosa che farò!

Non riesco a seguire una dieta, non sono un poeta e mi sento morir
Se torno la sera alle otto l'ascensore è rotto e mi tocca salir...

Tra cazzotti e sottigliezze
Ho montato un tetto di certezze
Mai più vecchie debolezze, è questa qua
La prima cosa che farò!

Squali e cani sciolti e vacche magre e vermi colti
Mi fan buona compagnia

Non riesco a seguire una dieta, non sono un poeta e mi sento morir
Se torno la sera alle otto l'ascensore è rotto e mi tocca salir...

Se sapessi soddisfarmi
Non sarei qui ad imbracciar le armi
Dare un peso a questi anni, è questa qua
La prima cosa che... immediatamente...
Da lunedì comincerò!

dalle altre demo - 2003/06

WWW (What a Wonderful World!)

- Benvenuti al mondo delle civiltà -
Come se dipendesse dalle comodità

- Benvenuti al mondo delle dignità -
Sotto i piedi pesanti della pubblicità

Grazie al progresso
Se devo pensare adesso
Basta un telecomando...

- Benvenuti al mondo delle libertà -
Bello come uno slogan di una pubblicità

Non cambiare canale, no
Guarda che varietà!
Qua c'è chi muore di fame
Ma prima la pubblicità!

Grazie al progresso
Se devo pensare adesso
Basta un telecomando...

Succede anche questo

"Sono nato dove il brutto tempo è tale se
Non viene giù né pioggia e neanche fiocchi di neve
E se mi basta una speranza a farmi dormire
È solo per svegliarmi e via
Un altro giro di roulette...

L'arma del buon senso protegge quelli che
Sono cresciuti con qualche cosa da perdere
Ma quante volte sceglie chi si deve aggrappare
A un altro mondo dove incominciare a vivere?"

Non è difficile fare gli eroi sulla propria pelle
E noi a coccolarci quale libertà?
Questa è così brutta...

Per un linciaggio

Oggi riflettevo su che cosa sia importante
Senza aver sputato prima quello che ho
Poi guardando i resti di un progetto edificante
Ho scoperto il nostro testamento

Per un linciaggio farei di tutto
Poi continuando:
Se questo è il giorno
La notte arriverà?!

Nella dittatura del consumo più alienante
Quello che ti serve riempe le vetrine
Ma se dovessi alzarmi dal mio letto accomodante
Sentirete urlare "io ho bisogno di me"

Per un linciaggio farei di tutto
Poi, continuando:
Se questo è il giorno
La notte arriverà?!

Un quarto alle otto

Tutto il giorno a trascinarmi
Non ho voglia neanche più
Di tornare a vomitare
Quello che ho buttato giù

Un quarto alle otto
Un quarto alle otto

Preferisco rimanere
Steso sul letto sfatto
Ed aspetto primavere
Che non sbocceranno mai

Così rotto
Un quarto alle otto

Tutto bianco

Solamente a volte sembra davvero che
Tutto è così bianco
Che non puoi esser te

Ma ho bisogno di un po' di compagnia
Da solo scoppio
Il canto è già litania